Fiera Millenaria di Gonzaga 2026: Una chiacchierata sul presente delle frequenze libere

Dal canale Youtube di Angelo Demelas (1MHZ10) il video report della Fiera di Gonzaga MN, visto dallo stand di mhz.life e Progetto PMR. Una chiacchierata finale sincera e spontanea sul presente delle radio frequenze libere.

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Fiera di Gonzaga 2026

Ci sono eventi che segnano il passo di una comunità e l’edizione del 28 marzo 2026 della Fiera dell’Elettronica e del Radioamatore, ospitata all’interno della Fiera Millenaria di Gonzaga 2026, è stata senza dubbio uno di questi. Questa giornata ha rappresentato un momento di sintesi e di confronto vitale, un’occasione per toccare con mano l’entusiasmo di chi crede nella comunicazione radio su frequenze libere.

L’accoglienza è stata straordinaria, e gran parte del merito va a Claudio 1LOM360, prezioso punto di riferimento tra gli organizzatori. La sua ospitalità meravigliosa ed efficace ha permesso di operare al meglio: uno spazio espositivo importante ed in una posizione di grande visibilità. Grazie a questa base logistica è stato possibile accogliere una marea di persone appassionate di PMR446 e CB, ma anche curiosi attirati dal mondo Mesh o dagli amanti del radioascolto SWL . Allo stesso stand erano rappresentati anche i canali YouTube di Angelo Demelas e Camperista Tech (ed i loro libri), HB9DD Digital Radio Club e P.I.R.S. Italia (Pronto Intervento Recupero Radiosonde), così come MFH mapforham.com e Radio in Vetta, ma anche EasyPTT e Radio Granellik, la prima radio italiana totalmente AI.

È stato un piacere immenso veder passare a trovarci tanti amici, vecchi e nuovi, radioamatori e non.
Gianfranco 1LOM45 (1MHZ21) ha fatto da padrone di casa, essendo della zona, e ha presieduto lo stand per tutto l’evento. Stringere la mano, fra gli altri, ad Ugo 1LOM012 e sua moglie, Isacco 1LOM498, Gaspare 1EMR212, Alberto 1LOM477, Andrea 1LOM263 (1MHZ221), Marcello e tutti coloro che sono passati è stato il vero clou della giornata.

Quando i nickname dei gruppi Telegram o i nominativi radio diventano volti reali, si capisce che il lavoro fatto online ha ormai radici profonde. La Fiera di Gonzaga 2026 è stata, per qualche ora, il punto di incontro di una comunità che di solito si muove a distanza. Un saluto anche a tutti coloro che abbiamo collegato via PMR446!

Una fiera grande, piena e partecipata

La Fiera di Gonzaga 2026 ha colpito anche per dimensioni e affluenza. Il colpo d’occhio era quello di una manifestazione ampia, con tanta elettronica, tanti banchi e un passaggio continuo di pubblico per tutta la giornata. Non soltanto radiantismo in senso stretto, ma un ambiente capace di attirare interessi diversi, tra apparati, accessori, componenti, materiali tecnici e semplice curiosità.

In un contesto del genere il valore dello stand non stava solo negli apparati esposti, ma nelle conversazioni nate attorno a essi. Per ore si è parlato con persone che volevano capire come iniziare, con chi già usava la radio, con chi cercava un chiarimento normativo, con chi voleva semplicemente dare un volto ad un indicativo o a un contatto conosciuto da tempo online. È questo che rende utile una giornata alla Fiera di Gonzaga 2026: riportare tutto sul piano reale, diretto, umano.

Giovani, curiosità e accesso al mondo radio

Tra i segnali più interessanti lasciati dalla Fiera Millenaria di Gonzaga 2026 c’è la presenza di giovani e giovanissimi interessati ad avvicinarsi alla radio. Non è un dettaglio. In un ambiente che spesso viene descritto come adulto, statico o rivolto soprattutto a chi ha già esperienza, vedere ragazzi che chiedono come iniziare e come orientarsi ha un peso preciso.

Il punto non è vendere facili entusiasmi, ma riconoscere un dato reale: la curiosità esiste ancora. A volte parte da una domanda tecnica, a volte dall’interesse per strumenti semplici con cui fare le prime prove. Le frequenze libere, viste da questa prospettiva, restano un ingresso concreto. Permettono di iniziare senza complicare tutto subito e di farsi un’idea pratica di cosa significhi comunicare via radio, ma anche di divertirsi ed innamorarsi da subito.

PMR446, CB e prime esperienze sul campo

Uno dei temi più concreti toccati durante la giornata riguarda proprio il modo in cui oggi si entra nel mondo radio. Per anni la porta d’ingresso quasi naturale è stata la CB. Oggi quel ruolo viene svolto sempre più spesso dal PMR446, soprattutto per ragioni molto pratiche: costi contenuti, apparati leggeri, semplicità d’uso e autonomia più comoda da gestire.

Questo non significa mettere in secondo piano la CB. La banda cittadina continua ad avere un’identità fortissima, una storia, una cultura e un fascino che non si sono esauriti. Resta la regina delle frequenze libere e continua a rappresentare un riferimento per tantissimi appassionati. Il PMR446, però, è diventato per molti il primo gradino vero, quello da cui si inizia a capire come si comporta una radio fuori dalla teoria.

Il valore di queste prime prove sta tutto nell’esperienza diretta. Si comincia a vedere quanto contino il terreno, la posizione, l’altura, gli ostacoli, l’ambiente urbano o aperto. Si scopre che da una quota si possono fare collegamenti sorprendenti e che in città, a volte, anche distanze modeste diventano più complicate. È una scuola pratica che insegna subito una cosa fondamentale: la radio non è solo una scheda tecnica, ma un rapporto continuo tra apparato, luogo e condizioni reali.

Il radioascolto come passaggio fondamentale

Prima ancora di trasmettere, resta fondamentale ascoltare. Il radioascolto torna come passaggio serio, utile, formativo. Non come attività secondaria, ma come modo concreto per capire davvero come si muove una comunicazione radio.

Ascoltare con attenzione significa prendere familiarità con il linguaggio operativo, con il codice Q, con il linguaggio ICAO, con i tempi delle conversazioni e con la gestione della parola tra più persone. Significa capire che cos’è una ruota, come si entra, quando si lascia spazio, come si mantiene ordine in frequenza. Per chi comincia, questa fase vale molto più di tante spiegazioni astratte.

Da questo punto di vista il radioascolto continua a essere una scuola. Aiuta a evitare errori, a capire le dinamiche e a sviluppare quella sensibilità che poi fa la differenza quando si passa dalla sola curiosità all’uso vero della radio.

Tecnologia attuale e comunicazioni off-grid

La Fiera di Gonzaga 2026 ha riportato al centro anche un altro aspetto: oggi la radio non vive chiusa in se stessa. Telegram, per esempio, è diventato uno strumento importante per mettersi d’accordo, scegliere i canali, segnalare spostamenti, organizzare uscite e coordinare attività. Non sostituisce la radio, ma la accompagna e la rende più facile da praticare insieme.

Accanto a questo cresce anche l’interesse per le comunicazioni off-grid e per le reti dati che si muovono fuori dai circuiti più tradizionali. Il mondo Mesh, insieme alle tecnologie LoRa, continua ad attirare curiosità proprio perché apre scenari diversi, dove la radio non è soltanto voce ma anche sperimentazione, rete, scambio di dati e costruzione di alternative pratiche.

Il quadro che emerge alla Fiera di Gonzaga 2026 è quindi più ampio di quanto si pensi. Frequenze libere, radioascolto, strumenti digitali di coordinamento e nuove reti si stanno toccando sempre di più. Non come moda, ma come evoluzione naturale di un ambiente che continua a cercare soluzioni concrete.

Apparati, norme e informazione corretta

Un elemento chiave riguarda la legalità d’uso degli apparati e la confusione che spesso nasce online. Qui il problema è semplice solo in apparenza. Una cosa è la libera vendita di una radio, un’altra cosa è il suo uso legale sulle frequenze libere in Italia ed in Europa. Molte persone comprano apparati senza sapere davvero su quali frequenze lavorino o se siano adatti all’impiego che immaginano di farne.

Questo crea un rischio reale. Ci sono radio che arrivano impostate su frequenze che in Italia hanno tutt’altro utilizzo, e chi compra in buona fede può ritrovarsi fuori norma senza neppure averne piena consapevolezza. Dire che tanto non controlla nessuno non è informazione ed è una contro-argomentazione poco etica. È esattamente il tipo di ambiguità che andrebbe evitata, soprattutto verso chi inizia.

Per questo il richiamo a una comunicazione pulita sulle norme ha un peso preciso. Spiegare cosa si può usare, cosa non si può usare, dove stanno i limiti e quali sono le responsabilità individuali non è pedanteria. È rispetto verso chi si avvicina a questo mondo e cerca riferimenti affidabili.

Canale 7 PMR, subtoni e gestione del traffico nel 2026

C’è poi il tema del canale 7 PMR446, dei subtoni e della gestione del traffico nelle aree dove gli utenti sono ora diffusi. Quando le persone aumentano di numero, crescono inevitabilmente anche i problemi pratici: sovrapposizioni, interferenze, necessità di spostarsi, uso di canali alternativi e soluzioni trovate di volta in volta sul campo.

Il canale di riferimento ha avuto una sua funzione chiara, soprattutto in una fase in cui serviva un punto comune per trovarsi. Oggi, in alcune zone, verrà usato più come canale di chiamata per poi spostarsi su altra frequenza. Dove il traffico cresce, servono adattamenti, più coordinamento e una gestione più flessibile. I subtoni, per alcuni, sono un aiuto utile; per altri risolvono solo una parte del problema. In ogni caso, la questione non è teorica ma pratica.

Anche qui emerge un dato interessante: molte soluzioni nascono direttamente dall’esperienza degli utenti. Ci si organizza, si trovano canali alternativi, si comunica lo spostamento, si cerca un equilibrio che permetta di continuare a fare radio senza irrigidirsi in uno schema unico valido ovunque.

La Fiera di Gonzaga 2026 ha mostrato proprio questo: un ambiente fatto di incontri reali, voglia di confrontarsi, attenzione alle regole, interesse verso strumenti nuovi e abitudine a ragionare in modo pratico.


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