Onde radio banda per banda: la guida definitiva alla propagazione

Delle volte ci capitano dei collegamenti radio che sembrano impossibili. Una volta ho sentito dire ad un radioamatore di vecchia data, che sarebbe bello poter vedere le onde radio per capire come fanno a verificarsi certi fenomeni. In questo articolo quindi proviamo ad analizzare, banda per banda, come si propagano le onde radio.

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Le onde radio non si comportano tutte allo stesso modo. A parità di potenza e antenna, cambiano portata, qualità del segnale e probabilità di collegamento perché cambiano frequenza, lunghezza d’onda e il modo in cui l’onda interagisce con suolo, ostacoli, atmosfera e ionosfera.

Questa guida “Onde radio banda per banda: la guida definitiva alla propagazione” mette in fila i concetti davvero utili: i meccanismi di propagazione, la tabella completa delle bande e i casi pratici che spiegano perché alcune frequenze sono perfette in mobile, altre coprono grandi distanze e altre ancora vivono di finestre atmosferiche.

Come viaggiano le onde radio

Onde di terra (ground wave)

Le onde di terra seguono la superficie terrestre, quindi anche la curvatura del pianeta. È la propagazione tipica delle frequenze basse, in particolare LF e MF (con MF più “diurna” in questo comportamento). Scendendo ulteriormente di frequenza, aumenta anche la capacità di penetrazione in acqua e suolo, ma crescono i vincoli pratici: antenne enormi e impianti complessi.

ground wave onde radio banda per banda

Onde ionosferiche (skywave)

Nelle HF il segnale può salire verso l’alto, incontrare la ionosfera e tornare a Terra. È la chiave dei collegamenti a lunga distanza: la radio non è più limitata all’orizzonte, ma può “rimbalzare” tra cielo e suolo e arrivare molto lontano.

Il dettaglio più controintuitivo è la presenza delle zone d’ombra: un’area relativamente vicina può rimanere scoperta mentre il segnale ricade a centinaia o migliaia di chilometri. Ecco perché in HF la copertura non è un cerchio uniforme attorno alla stazione: è un mosaico che cambia nel tempo.

skywave onde radio banda per banda

Linea di vista (LOS, portata ottica)

In VHF, UHF, SHF ed EHF la propagazione è in buona parte “ottica”: ostacoli e curvatura terrestre pesano tantissimo. In città basta una sequenza di palazzi e muri importanti per ridurre la portata a distanze contenute; una collina o una montagna possono diventare un muro quasi definitivo. Alle frequenze più alte entra in gioco anche l’assorbimento atmosferico, che riduce ulteriormente la portata utile.

LOS Line Of Sight ground wave onde radio banda per banda

Onde radio banda per banda: tabella completa

BandaFrequenzaLunghezza d’ondaPropagazione tipicaUsi tipici (esempi)
ELF3–30 Hz100.000–10.000 kmonde di terra + penetrazione elevatacomunicazioni speciali, anche sottomarine
SLF30–300 Hz10.000–1.000 kmonde di terra + penetrazione profondacontesti speciali (terra/acqua)
ULF300–3.000 Hz1.000–100 kmonde di terramilitare, geofisica
VLF3–30 kHz100–10 kmterra + componente ionosfericanavale, sottomarino
LF30–300 kHz10–1 kmonde di terracopertura regionale
MF300 kHz–3 MHz1.000–100 mterra di giorno, ionosfera di notteradio AM, servizi vari
HF3–30 MHz100–10 mionosfera (skywave)lunga distanza, emergenze, radioamatori
VHF30–300 MHz10–1 mlinea di vistaFM, TV, aeronautica, porzioni radioamatoriali
UHF300 MHz–3 GHz1 m–10 cmlinea di vista + riflessioniTV digitale, cellulari, Wi-Fi, radioamatori
SHF3–30 GHz10–1 cmlinea di vista (microonde)radar, satelliti, link punto-punto, Wi-Fi
EHF30–300 GHz1 cm–1 mmLOS + assorbimento atmosfericosatelliti, radioastronomia

Antenne e lunghezza d’onda: la ragione pratica dietro le scelte di banda

La lunghezza d’onda non è teoria: decide quanto è “umana” un’antenna. Le antenne funzionano bene quando hanno dimensioni proporzionate alla lunghezza d’onda; accorciando troppo, l’efficienza cala.

Un esempio classico: in CB (27 MHz, circa 11 m di lunghezza d’onda) un’antenna generosa rende molto: una veicolare più corta resta utilizzabile ma con compromessi, e scendendo troppo di lunghezza la resa può peggiorare sensibilmente.

Se già 11 metri iniziano a mettere paletti, immaginare lunghezze d’onda da chilometri aiuta a capire perché le bande molto basse sono raramente “da tutti i giorni”.

Questo, insieme alla praticità d’uso e ai vincoli ambientali, spiega perché HF, VHF e UHF sono le bande più frequentate: un equilibrio credibile tra portata, dimensioni delle antenne e costi.

Un altro punto concreto: le HF soffrono spesso più dei disturbi elettromagnetici rispetto a VHF/UHF. In mobile e in ambienti “rumorosi”, questo pesa.


HF: la propagazione ionosferica spiegata bene

In HF il segnale può uscire dalla stazione in linea retta, ma poi viene riportato a Terra dalla ionosfera. La distanza coperta non è stabile: varia con attività solare, condizioni atmosferiche, ora del giorno e stagione.

Zone d’ombra e “salti” di copertura

La skywave crea salti: un’area attorno alla stazione può essere coperta direttamente, poi il segnale “sparisce” e ricompare più lontano. Da qui l’effetto paradossale: un contatto a centinaia di chilometri è possibile mentre un contatto più vicino può essere difficoltoso.

Lobo di radiazione: l’antenna decide dove cade l’onda

Altezza dell’antenna, installazione (anche la distanza dal tetto o da superfici vicine), tipo di antenna: tutto influisce sul lobo di radiazione e sull’angolo con cui l’onda sale verso l’alto. Angolo più alto significa ricaduta più vicina; angolo più basso favorisce collegamenti più lontani. Non è solo “che antenna”, ma anche “come” e “dove” è montata.

Strati ionosferici: assorbimento e riflessione cambiano con l’ora

Gli strati della ionosfera non fanno tutti la stessa cosa:

  • Strato D (circa 60–90 km): assorbe soprattutto le frequenze basse (indicativamente 1–10 MHz), in particolare durante il giorno. Di notte tende a ridursi molto, e le bande basse migliorano.
  • Strato E (circa 90–150 km): utile per riflessioni su distanze regionali e per alcune condizioni particolari.
  • Strato F (circa 150–400 km): il principale responsabile della propagazione a lungo raggio nelle HF; di giorno spesso si distingue in F1 e F2.

Bande HF: quando rendono di più

Banda (metri)FrequenzaTendenza stagionaleTendenza giornalieraNota pratica
160 m1,8–2 MHzmeglio in invernomeglio di nottebanda bassa, antenne impegnative
80 m3,5–4 MHzmeglio in invernomeglio di notteottima per collegamenti nazionali
40 m7–7,2 MHzbuona tutto l’annogiorno e nottemolto variabile
20 m14–14,35 MHzbuona tutto l’annomeglio di giornoriferimento per il DX
15 m21–21,45 MHzmeglio d’estatedi giornobuona apertura diurna
10 m28–29,7 MHzmeglio d’estatedi giornoaperture molto variabili

NVIS: copertura “a ombrello” su distanze medio-corte

NVIS (Near Vertical Incidence Skywave)Dettagli pratici
Che cos’èTecnica HF che manda l’onda quasi verticale verso la ionosfera per farla ricadere vicino, creando copertura “a ombrello”.
Distanza tipica0–650 km circa, utile quando la linea di vista è penalizzata (valli, zone montuose, ostacoli continui).
Frequenze operativeIn genere più affidabili tra 1,8 e 8 MHz, sotto la frequenza critica dello strato F.
Setup antennaAntenne basse, spesso nell’ordine di 0,1–0,25 lunghezze d’onda sopra il suolo (circa 1,5–4 m, a seconda della banda).
Perché interessaPermette copertura locale/regionale senza dipendere da ponti o infrastrutture intermedie.
NVIS Near Vertical Incidence Skywave ground wave onde radio banda per banda

VHF e UHF: portata ottica, ponti radio e comportamenti “ibridi”

VHF e UHF sono la base della comunicazione locale: pratiche, antenne corte, buone prestazioni in analogico e digitale. Il rovescio della medaglia è la dipendenza dagli ostacoli: in urbano e in pianura con edifici o colline, la portata può ridursi molto.

Per coperture estese si usano ponti radio in quota: ricevono il segnale e lo rilanciano su un’altra frequenza. Installati su vette aperte a 360°, trasformano una radio “cittadina” in una radio che lavora sull’orizzonte del ponte, non sul proprio.

All’interno delle VHF esistono porzioni con comportamento più “ibrido”: alcune frequenze tendono a penetrare un po’ meglio rispetto alle UHF, ma riflettono meno; altre sono più simili alle UHF, con poca penetrazione e riflessione più marcata.


Riflessione e penetrazione: regole semplici per non confondersi

PrincipioCosa succede in pratica
Onde corte (frequenze alte)Riflettono molto e penetrano poco nei materiali. Tipico di VHF/UHF.
Onde lunghe (frequenze basse)Penetrano meglio e riflettono con più difficoltà.
HF (via di mezzo)Penetrazione discreta; riflessioni sfruttabili anche su grandi ostacoli con antenna direttiva e installazione adeguata.
Superficie “liscia” vs “ruvida”La riflessione è più efficiente quando la superficie è liscia rispetto alla lunghezza d’onda; superfici irregolari diffondono e indeboliscono il segnale diretto.

Troposfera e ionosfera: perché a volte “passa” dove non dovrebbe

L’atmosfera non è un blocco unico: è fatta di strati con densità, temperatura e ionizzazione diverse.

  • Troposfera: lo strato più vicino alla Terra; qui nasce il meteo. L’aria è densa e per lo più neutra, ma eventi energetici (come i fulmini) possono creare ionizzazione locale e temporanea.
  • Ionosfera: regione tra circa 60 e 1000 km dove i gas vengono ionizzati dalla radiazione solare; qui si formano le condizioni che rendono possibili riflessioni/rifrazioni radio a grande distanza.

Questa differenza spiega perché, accanto alla normale linea di vista, esistono fenomeni che “allungano” la portata in VHF/UHF.


Troposcatter: VHF/UHF oltre l’orizzonte

TroposcatterIn breve
Cos’èDiffusione del segnale nella troposfera causata da irregolarità e particelle (variazioni di temperatura, umidità, pressione, pioggia, polveri, cristalli di ghiaccio).
EffettoUna parte dell’energia viene dispersa in modo utile e può raggiungere zone oltre l’orizzonte radio, soprattutto in VHF/UHF.
Quando si nota di piùIn condizioni atmosferiche favorevoli; spesso in collegamenti “costa-costa” con mare in mezzo e stazioni in quota.
Perché il mare aiutaSuperficie più liscia e omogenea rispetto a terreno urbano/vegetato: minore attenuazione e dispersione.
troposcatter ground wave onde radio banda per banda

Sporadico-E e banda dei 6 metri

Banda 6 metri (50–52 MHz)Caratteristiche
Comportamento “normale”Si comporta spesso come una VHF in portata ottica.
Comportamento “speciale”In certe finestre stagionali (tipicamente dalla primavera all’autunno) può sfruttare propagazioni sporadiche e arrivare molto più lontano del normale.
Perché interessaÈ una via di mezzo: non è HF “pura”, ma non è nemmeno limitata come una VHF classica quando si aprono le condizioni giuste.

Checklist rapida per scegliere banda e strategia

ObiettivoScelta più coerenteCosa tenere a mente
Lunga distanza senza infrastruttureHFVariabilità, rumore, antenna e installazione contano tantissimo.
Locale affidabile, soprattutto in mobileVHF/UHFOstacoli determinanti; quota e posizione spesso pesano più dei watt.
Copertura regionale in territori complessi (valli/montagna)HF in NVISAntenna bassa e frequenze idonee; distanza tipica medio-corta.
Collegamenti insoliti oltre l’orizzonte in VHF/UHFTroposcatter (condizioni meteo)Geografia e atmosfera possono “allungare” la portata oltre la LOS.

Parlare di propagazione significa parlare di compromessi: frequenze basse e onde lunghe viaggiano “incollate” al suolo ma sono poco pratiche; le HF sfruttano la ionosfera e aprono distanze enormi, ma cambiano faccia continuamente; VHF e UHF sono immediate e comode, ma chiedono spazio, quota e spesso infrastrutture intermedie.

Capire “onde radio banda per banda” aiuta a scegliere meglio attrezzatura, antenna e strategia operativa, evitando l’errore più comune: pretendere dalla banda sbagliata un comportamento che non potrà mai avere.

Angelo Demelas, 1MHZ10


Sezione CB
Sezione SWL
Sezione PMR446, DMR, dPMR

Onde radio banda per banda e propagazione

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