Le onde radio non si comportano tutte allo stesso modo. A parità di potenza e antenna, cambiano portata, qualità del segnale e probabilità di collegamento perché cambiano frequenza, lunghezza d’onda e il modo in cui l’onda interagisce con suolo, ostacoli, atmosfera e ionosfera.
- Come viaggiano le onde radio
- Onde radio banda per banda: tabella completa
- Antenne e lunghezza d’onda: la ragione pratica dietro le scelte di banda
- HF: la propagazione ionosferica spiegata bene
- Zone d’ombra e “salti” di copertura
- Lobo di radiazione: l’antenna decide dove cade l’onda
- Strati ionosferici: assorbimento e riflessione cambiano con l’ora
- Bande HF: quando rendono di più
- NVIS: copertura “a ombrello” su distanze medio-corte
- VHF e UHF: portata ottica, ponti radio e comportamenti “ibridi”
- Riflessione e penetrazione: regole semplici per non confondersi
- Troposfera e ionosfera: perché a volte “passa” dove non dovrebbe
- Troposcatter: VHF/UHF oltre l’orizzonte
- Sporadico-E e banda dei 6 metri
- Checklist rapida per scegliere banda e strategia
Questa guida “Onde radio banda per banda: la guida definitiva alla propagazione” mette in fila i concetti davvero utili: i meccanismi di propagazione, la tabella completa delle bande e i casi pratici che spiegano perché alcune frequenze sono perfette in mobile, altre coprono grandi distanze e altre ancora vivono di finestre atmosferiche.
Come viaggiano le onde radio
Onde di terra (ground wave)
Le onde di terra seguono la superficie terrestre, quindi anche la curvatura del pianeta. È la propagazione tipica delle frequenze basse, in particolare LF e MF (con MF più “diurna” in questo comportamento). Scendendo ulteriormente di frequenza, aumenta anche la capacità di penetrazione in acqua e suolo, ma crescono i vincoli pratici: antenne enormi e impianti complessi.

Onde ionosferiche (skywave)
Nelle HF il segnale può salire verso l’alto, incontrare la ionosfera e tornare a Terra. È la chiave dei collegamenti a lunga distanza: la radio non è più limitata all’orizzonte, ma può “rimbalzare” tra cielo e suolo e arrivare molto lontano.
Il dettaglio più controintuitivo è la presenza delle zone d’ombra: un’area relativamente vicina può rimanere scoperta mentre il segnale ricade a centinaia o migliaia di chilometri. Ecco perché in HF la copertura non è un cerchio uniforme attorno alla stazione: è un mosaico che cambia nel tempo.

Linea di vista (LOS, portata ottica)
In VHF, UHF, SHF ed EHF la propagazione è in buona parte “ottica”: ostacoli e curvatura terrestre pesano tantissimo. In città basta una sequenza di palazzi e muri importanti per ridurre la portata a distanze contenute; una collina o una montagna possono diventare un muro quasi definitivo. Alle frequenze più alte entra in gioco anche l’assorbimento atmosferico, che riduce ulteriormente la portata utile.

Onde radio banda per banda: tabella completa
| Banda | Frequenza | Lunghezza d’onda | Propagazione tipica | Usi tipici (esempi) |
|---|---|---|---|---|
| ELF | 3–30 Hz | 100.000–10.000 km | onde di terra + penetrazione elevata | comunicazioni speciali, anche sottomarine |
| SLF | 30–300 Hz | 10.000–1.000 km | onde di terra + penetrazione profonda | contesti speciali (terra/acqua) |
| ULF | 300–3.000 Hz | 1.000–100 km | onde di terra | militare, geofisica |
| VLF | 3–30 kHz | 100–10 km | terra + componente ionosferica | navale, sottomarino |
| LF | 30–300 kHz | 10–1 km | onde di terra | copertura regionale |
| MF | 300 kHz–3 MHz | 1.000–100 m | terra di giorno, ionosfera di notte | radio AM, servizi vari |
| HF | 3–30 MHz | 100–10 m | ionosfera (skywave) | lunga distanza, emergenze, radioamatori |
| VHF | 30–300 MHz | 10–1 m | linea di vista | FM, TV, aeronautica, porzioni radioamatoriali |
| UHF | 300 MHz–3 GHz | 1 m–10 cm | linea di vista + riflessioni | TV digitale, cellulari, Wi-Fi, radioamatori |
| SHF | 3–30 GHz | 10–1 cm | linea di vista (microonde) | radar, satelliti, link punto-punto, Wi-Fi |
| EHF | 30–300 GHz | 1 cm–1 mm | LOS + assorbimento atmosferico | satelliti, radioastronomia |
Antenne e lunghezza d’onda: la ragione pratica dietro le scelte di banda
La lunghezza d’onda non è teoria: decide quanto è “umana” un’antenna. Le antenne funzionano bene quando hanno dimensioni proporzionate alla lunghezza d’onda; accorciando troppo, l’efficienza cala.
Un esempio classico: in CB (27 MHz, circa 11 m di lunghezza d’onda) un’antenna generosa rende molto: una veicolare più corta resta utilizzabile ma con compromessi, e scendendo troppo di lunghezza la resa può peggiorare sensibilmente.
Se già 11 metri iniziano a mettere paletti, immaginare lunghezze d’onda da chilometri aiuta a capire perché le bande molto basse sono raramente “da tutti i giorni”.
Questo, insieme alla praticità d’uso e ai vincoli ambientali, spiega perché HF, VHF e UHF sono le bande più frequentate: un equilibrio credibile tra portata, dimensioni delle antenne e costi.
Un altro punto concreto: le HF soffrono spesso più dei disturbi elettromagnetici rispetto a VHF/UHF. In mobile e in ambienti “rumorosi”, questo pesa.
HF: la propagazione ionosferica spiegata bene
In HF il segnale può uscire dalla stazione in linea retta, ma poi viene riportato a Terra dalla ionosfera. La distanza coperta non è stabile: varia con attività solare, condizioni atmosferiche, ora del giorno e stagione.
Zone d’ombra e “salti” di copertura
La skywave crea salti: un’area attorno alla stazione può essere coperta direttamente, poi il segnale “sparisce” e ricompare più lontano. Da qui l’effetto paradossale: un contatto a centinaia di chilometri è possibile mentre un contatto più vicino può essere difficoltoso.
Lobo di radiazione: l’antenna decide dove cade l’onda
Altezza dell’antenna, installazione (anche la distanza dal tetto o da superfici vicine), tipo di antenna: tutto influisce sul lobo di radiazione e sull’angolo con cui l’onda sale verso l’alto. Angolo più alto significa ricaduta più vicina; angolo più basso favorisce collegamenti più lontani. Non è solo “che antenna”, ma anche “come” e “dove” è montata.
Strati ionosferici: assorbimento e riflessione cambiano con l’ora
Gli strati della ionosfera non fanno tutti la stessa cosa:
- Strato D (circa 60–90 km): assorbe soprattutto le frequenze basse (indicativamente 1–10 MHz), in particolare durante il giorno. Di notte tende a ridursi molto, e le bande basse migliorano.
- Strato E (circa 90–150 km): utile per riflessioni su distanze regionali e per alcune condizioni particolari.
- Strato F (circa 150–400 km): il principale responsabile della propagazione a lungo raggio nelle HF; di giorno spesso si distingue in F1 e F2.
Bande HF: quando rendono di più
| Banda (metri) | Frequenza | Tendenza stagionale | Tendenza giornaliera | Nota pratica |
|---|---|---|---|---|
| 160 m | 1,8–2 MHz | meglio in inverno | meglio di notte | banda bassa, antenne impegnative |
| 80 m | 3,5–4 MHz | meglio in inverno | meglio di notte | ottima per collegamenti nazionali |
| 40 m | 7–7,2 MHz | buona tutto l’anno | giorno e notte | molto variabile |
| 20 m | 14–14,35 MHz | buona tutto l’anno | meglio di giorno | riferimento per il DX |
| 15 m | 21–21,45 MHz | meglio d’estate | di giorno | buona apertura diurna |
| 10 m | 28–29,7 MHz | meglio d’estate | di giorno | aperture molto variabili |
NVIS: copertura “a ombrello” su distanze medio-corte
| NVIS (Near Vertical Incidence Skywave) | Dettagli pratici |
|---|---|
| Che cos’è | Tecnica HF che manda l’onda quasi verticale verso la ionosfera per farla ricadere vicino, creando copertura “a ombrello”. |
| Distanza tipica | 0–650 km circa, utile quando la linea di vista è penalizzata (valli, zone montuose, ostacoli continui). |
| Frequenze operative | In genere più affidabili tra 1,8 e 8 MHz, sotto la frequenza critica dello strato F. |
| Setup antenna | Antenne basse, spesso nell’ordine di 0,1–0,25 lunghezze d’onda sopra il suolo (circa 1,5–4 m, a seconda della banda). |
| Perché interessa | Permette copertura locale/regionale senza dipendere da ponti o infrastrutture intermedie. |

VHF e UHF: portata ottica, ponti radio e comportamenti “ibridi”
VHF e UHF sono la base della comunicazione locale: pratiche, antenne corte, buone prestazioni in analogico e digitale. Il rovescio della medaglia è la dipendenza dagli ostacoli: in urbano e in pianura con edifici o colline, la portata può ridursi molto.
Per coperture estese si usano ponti radio in quota: ricevono il segnale e lo rilanciano su un’altra frequenza. Installati su vette aperte a 360°, trasformano una radio “cittadina” in una radio che lavora sull’orizzonte del ponte, non sul proprio.
All’interno delle VHF esistono porzioni con comportamento più “ibrido”: alcune frequenze tendono a penetrare un po’ meglio rispetto alle UHF, ma riflettono meno; altre sono più simili alle UHF, con poca penetrazione e riflessione più marcata.
Riflessione e penetrazione: regole semplici per non confondersi
| Principio | Cosa succede in pratica |
|---|---|
| Onde corte (frequenze alte) | Riflettono molto e penetrano poco nei materiali. Tipico di VHF/UHF. |
| Onde lunghe (frequenze basse) | Penetrano meglio e riflettono con più difficoltà. |
| HF (via di mezzo) | Penetrazione discreta; riflessioni sfruttabili anche su grandi ostacoli con antenna direttiva e installazione adeguata. |
| Superficie “liscia” vs “ruvida” | La riflessione è più efficiente quando la superficie è liscia rispetto alla lunghezza d’onda; superfici irregolari diffondono e indeboliscono il segnale diretto. |
Troposfera e ionosfera: perché a volte “passa” dove non dovrebbe
L’atmosfera non è un blocco unico: è fatta di strati con densità, temperatura e ionizzazione diverse.
- Troposfera: lo strato più vicino alla Terra; qui nasce il meteo. L’aria è densa e per lo più neutra, ma eventi energetici (come i fulmini) possono creare ionizzazione locale e temporanea.
- Ionosfera: regione tra circa 60 e 1000 km dove i gas vengono ionizzati dalla radiazione solare; qui si formano le condizioni che rendono possibili riflessioni/rifrazioni radio a grande distanza.
Questa differenza spiega perché, accanto alla normale linea di vista, esistono fenomeni che “allungano” la portata in VHF/UHF.
Troposcatter: VHF/UHF oltre l’orizzonte
| Troposcatter | In breve |
|---|---|
| Cos’è | Diffusione del segnale nella troposfera causata da irregolarità e particelle (variazioni di temperatura, umidità, pressione, pioggia, polveri, cristalli di ghiaccio). |
| Effetto | Una parte dell’energia viene dispersa in modo utile e può raggiungere zone oltre l’orizzonte radio, soprattutto in VHF/UHF. |
| Quando si nota di più | In condizioni atmosferiche favorevoli; spesso in collegamenti “costa-costa” con mare in mezzo e stazioni in quota. |
| Perché il mare aiuta | Superficie più liscia e omogenea rispetto a terreno urbano/vegetato: minore attenuazione e dispersione. |

Sporadico-E e banda dei 6 metri
| Banda 6 metri (50–52 MHz) | Caratteristiche |
|---|---|
| Comportamento “normale” | Si comporta spesso come una VHF in portata ottica. |
| Comportamento “speciale” | In certe finestre stagionali (tipicamente dalla primavera all’autunno) può sfruttare propagazioni sporadiche e arrivare molto più lontano del normale. |
| Perché interessa | È una via di mezzo: non è HF “pura”, ma non è nemmeno limitata come una VHF classica quando si aprono le condizioni giuste. |
Checklist rapida per scegliere banda e strategia
| Obiettivo | Scelta più coerente | Cosa tenere a mente |
|---|---|---|
| Lunga distanza senza infrastrutture | HF | Variabilità, rumore, antenna e installazione contano tantissimo. |
| Locale affidabile, soprattutto in mobile | VHF/UHF | Ostacoli determinanti; quota e posizione spesso pesano più dei watt. |
| Copertura regionale in territori complessi (valli/montagna) | HF in NVIS | Antenna bassa e frequenze idonee; distanza tipica medio-corta. |
| Collegamenti insoliti oltre l’orizzonte in VHF/UHF | Troposcatter (condizioni meteo) | Geografia e atmosfera possono “allungare” la portata oltre la LOS. |
Parlare di propagazione significa parlare di compromessi: frequenze basse e onde lunghe viaggiano “incollate” al suolo ma sono poco pratiche; le HF sfruttano la ionosfera e aprono distanze enormi, ma cambiano faccia continuamente; VHF e UHF sono immediate e comode, ma chiedono spazio, quota e spesso infrastrutture intermedie.
Capire “onde radio banda per banda” aiuta a scegliere meglio attrezzatura, antenna e strategia operativa, evitando l’errore più comune: pretendere dalla banda sbagliata un comportamento che non potrà mai avere.
Angelo Demelas, 1MHZ10
Sezione CB
Sezione SWL
Sezione PMR446, DMR, dPMR

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