ThinkNode M6: Nodo LoRa solare. Test completo outdoor

In questa video recensione, Matteo Camperista Tech, nonché 1MHZ1, ha provato il nodo LoRa con pannelli solari Elecrow ThinkNode M6, dopo aver già testato in precedenza M1 ed M5

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La rete Meshtastic in Italia continua a crescere, spostando l’attenzione dai dispositivi puramente portatili a infrastrutture più solide e autosufficienti. Se i modelli precedenti come il Elecrow ThinkNode M1 o l’M5

avevano sdoganato l’uso della tecnologia LoRa in mobilità, il nuovo ThinkNode M6 di Elecrow segna un cambio di passo verso la creazione di nodi fissi outdoor capaci di garantire una copertura costante senza dipendere dalla rete elettrica. Si tratta di un dispositivo progettato specificamente per resistere all’esterno, integrando in un unico corpo un pannello solare generoso, una batteria ad alta capacità e la flessibilità tipica del firmware Meshtastic.

A differenza dei nodi “da taschino”, il ThinkNode M6 nasce con una filosofia diversa: restare fisso sul tetto, su un balcone o in altura, per fungere da colonna vertebrale della propria rete locale o per collegarsi ai nodi già sparsi sul territorio nazionale. La struttura è imponente ma funzionale, pensata per chi non vuole più preoccuparsi di ricaricare il dispositivo o di trovare scatole stagne artigianali per proteggere l’hardware dalle intemperie.

Struttura hardware e autonomia: i 6 Watt che fanno la differenza

Il primo elemento che salta all’occhio analizzando il ThinkNode M6 è il pannello solare monocristallino da ben 6 Watt che ricopre l’intera superficie frontale. Non è un dettaglio da poco: molti nodi outdoor economici montano pannellini sottodimensionati che faticano a mantenere la carica durante i mesi invernali o le giornate di pioggia. In questo caso, la dimensione del pannello è studiata per garantire che la batteria interna da 7.000 mAh rimanga sempre in un range di esercizio ottimale.

Elecrow ThinkNode M6 video recensione

Il cuore del sistema è basato su un modulo NRF, una scelta tecnica intelligente per dispositivi che devono operare esclusivamente a batteria. I chip NRF sono noti per il loro consumo energetico estremamente ridotto rispetto ad altre soluzioni, permettendo al nodo di restare attivo anche dopo lunghi periodi di scarsa insolazione. La combinazione tra i 7.000 mAh di capacità e l’efficienza del chip rende il ThinkNode M6 uno dei nodi più affidabili per installazioni remote o difficili da raggiungere.

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Installazione outdoor e posizionamento ottimale

Essendo un dispositivo progettato per l’esterno, il montaggio richiede alcune accortezze fondamentali descritte chiaramente nel manuale e verificate sul campo. Per massimizzare l’efficienza del pannello solare, il ThinkNode M6 va posizionato rivolto verso Sud (per chi si trova nell’emisfero boreale) con un’inclinazione ideale di circa 30 gradi. Questo permette di catturare la radiazione solare in modo costante durante tutto l’arco della giornata.

La confezione include un supporto snodato che permette di fissare il nodo a una parete o a un palo, offrendo la libertà di orientarlo con precisione. Le plastiche e le guarnizioni suggeriscono una protezione IP65 efficace; gli ingressi sono protetti da tappi in gomma ben saldi che impediscono infiltrazioni d’acqua verso la porta USB-C o verso i connettori delle antenne. All’interno della scatola sono presenti anche i tasselli necessari per il fissaggio, rendendo il dispositivo una soluzione “chiavi in mano” che arriva già completamente montata.

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Antenne e gestione del segnale GPS

Il ThinkNode M6 viene fornito con due antenne distinte che vanno collegate ai connettori SMA posti sul retro del dispositivo. La prima è dedicata alla frequenza LoRa 868 MHz, specifica per il mercato europeo. Si tratta di un’antenna di serie che può essere testata per i primi collegamenti, ma che grazie all’attacco SMA standard può essere facilmente sostituita con antenne a guadagno maggiore o collegate a cavi coassiali per portare l’irradiazione ancora più in alto rispetto alla posizione del pannello.

La seconda antenna è dedicata al modulo GPS integrato. Questo è un punto di forza notevole: avere un GPS indipendente a bordo del nodo significa che la posizione geografica viene inviata alla rete direttamente dal dispositivo, senza dipendere dallo smartphone collegato via Bluetooth. Questo permette di mappare con precisione la posizione dei nodi fissi sulla mappa di Meshtastic, facilitando il calcolo delle distanze e la pianificazione dei collegamenti a lungo raggio.

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Espandibilità e sensori: porte I2C e UART

Un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale per chi ama la sperimentazione, è la presenza di due porte esterne dedicate ai sensori. Sul retro del ThinkNode M6 troviamo una porta UART e una porta I2C. Questi ingressi permettono di collegare sensori ambientali esterni senza dover aprire il case o manomettere l’hardware interno.

Questa caratteristica trasforma il nodo in una vera e propria stazione di monitoraggio remoto. È possibile collegare sensori di temperatura, umidità, pressione atmosferica o qualità dell’aria. I dati raccolti possono poi essere inviati attraverso la rete mesh e visualizzati dagli altri utenti, rendendo il ThinkNode M6 non solo un ripetitore di messaggi, ma un nodo intelligente capace di fornire telemetria utile al territorio. La presenza di tappi a vite garantisce che, anche in presenza di cavi per i sensori, l’impermeabilità del sistema rimanga intatta.

Configurazione software con Meshtastic e prima attivazione

Nonostante la complessità hardware, la configurazione del ThinkNode M6 segue la procedura standard di Meshtastic, facilitata dall’integrazione Bluetooth. All’accensione, il dispositivo può essere accoppiato allo smartphone aprendo l’applicazione dedicata. Un dettaglio tecnico importante da ricordare è che, non avendo uno schermo integrato, il PIN per l’abbinamento Bluetooth è impostato di fabbrica sulla sequenza standard 123456.

Una volta stabilita la connessione, è possibile procedere alla personalizzazione del nome del nodo, dei canali di trasmissione e delle impostazioni di risparmio energetico. Per chi preferisce una gestione più granulare, il dispositivo può essere collegato a un PC tramite il cavo USB-C in dotazione. Questa porta serve anche per eventuali aggiornamenti del firmware o per ricaricare rapidamente la batteria interna nel caso in cui si decida di installare il nodo in una posizione dove il sole non è immediatamente disponibile al momento della posa.

Feedback visivo e tasti funzione

Per monitorare lo stato del dispositivo sul campo, Elecrow ha inserito due LED indicatori sul pannello posteriore:

  • Un LED dedicato allo stato del Power e della ricarica solare, che permette di capire a colpo d’occhio se il pannello sta effettivamente alimentando il sistema.
  • Un LED “Data” che lampeggia durante l’invio o la ricezione di pacchetti sulla rete LoRa.

Sono inoltre presenti due tasti fisici, uno per il Reset e uno per le Funzioni, protetti dalla scocca. Sebbene la maggior parte delle operazioni possa essere gestita comodamente dall’applicazione, la presenza di controlli fisici è essenziale per risolvere eventuali blocchi software durante le fasi di manutenzione sul posto.

Il ruolo del ThinkNode M6 nella rete Mesh italiana

L’introduzione di un prodotto come il ThinkNode M6 risolve uno dei problemi principali per chi vuole contribuire seriamente alla rete Meshtastic o Meshcore: la continuità operativa. Troppo spesso i nodi portatili vengono spenti o restano confinati all’interno delle abitazioni, limitando drasticamente la portata della rete mesh che, per sua natura, ha bisogno di punti di vista elevati e costantemente attivi.

Piazzare un ThinkNode M6 in altura significa creare un punto di appoggio solido per tutti gli utenti della zona. La combinazione tra il case IP65, l’alimentazione solare e la batteria da 7.000 mAh lo rende un dispositivo “set and forget”: una volta installato e configurato, continuerà a lavorare silenziosamente, alimentandosi con la luce del giorno e mantenendo attive le comunicazioni anche durante la notte. È la soluzione ideale per chi vuole creare un gateway o un ripetitore in posti dove non arriva la corrente elettrica, contribuendo in modo significativo alla resilienza della comunicazione radio libera.

Matteo Camperista Tech 1MHZ1


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