Radio o mesh comunicare in emergenza
…non è una domanda teorica:
- Radio o mesh comunicare in emergenza
- Maxi emergenza e calamità: scenari molto diversi
- Come funziona davvero la telefonia cellulare
- Perché le radio funzionano anche senza infrastrutture
- Comunicazione diretta e ponti radio
- Il caso particolare del DMR
- CB e PMR446: le radio per chi non è radioamatore
- Il ruolo dei radioamatori
- Soccorso organizzato: COM, COC e ponti mobili
- Quando la rete civile aiuta i soccorsi
- Un caso reale: l’alluvione in Ossola e VCO
- Prepararsi: BOB e 72 ore bag
- Meshtastic, Meshcore e le reti mesh
- Gateway mesh verso internet e satellite
- Satelliti e costellazioni LEO
- Integrare radio, mesh e satellite
- Scenari estremi
Pensiamo a oceano, deserti, Antartide o zone montane isolate: luoghi dove non esistono infrastrutture. Ma lo stesso problema può verificarsi anche in territori normalmente coperti, quando terremoti, frane, alluvioni o incidenti gravi mettono fuori uso la rete elettrica, le celle telefoniche e i sistemi di trasmissione.
In questi contesti comunicare è essenziale. Serve per chiedere aiuto, ma soprattutto per coordinare gli interventi e evitare sprechi di risorse.
Maxi emergenza e calamità: scenari molto diversi
La prima distinzione da fare è tra maxi emergenza e calamità.
Una maxi emergenza è una situazione in cui il numero di feriti è molto alto rispetto al numero di soccorritori disponibili. Nei corsi di protezione civile si parla spesso di un forte squilibrio tra chi ha bisogno di aiuto e chi può intervenire.
Un esempio può essere un grave incidente stradale, un deragliamento ferroviario o un grande incendio.
In questi casi le infrastrutture possono anche subire danni, ma spesso il problema principale è un altro: la saturazione della rete telefonica.
Quando succede qualcosa di grave:
- le persone sul posto chiamano i soccorsi
- i familiari cercano di mettersi in contatto
- qualcuno registra video e invia messaggi
- altre persone telefonano per avere notizie
Tutte queste chiamate passano dalla stessa cella telefonica. Quando le richieste diventano troppe, la cella non riesce più a gestirle e smette di accettare nuove connessioni.
La rete sembra sparita, ma in realtà è solo saturata.
Spesso, dopo mezz’ora o un’ora, la situazione torna alla normalità.
Con il 5G la capacità di gestire molte utenze contemporaneamente è aumentata, ma il problema non scompare del tutto.
Una calamità è un evento di scala molto più ampia.
Terremoti, alluvioni, frane o uragani possono distruggere:
- celle telefoniche
- linee elettriche
- ponti radio
- centrali di smistamento
In questo caso non è la rete a essere satura: è proprio distrutta o fuori servizio.
Il ripristino può richiedere ore, giorni o settimane.
Come funziona davvero la telefonia cellulare
Il telefono cellulare è in realtà una radio molto sofisticata, ma funziona in modo centralizzato.
Quando facciamo una chiamata:
- il telefono si collega via radio alla cella telefonica
- la cella invia la chiamata nella rete
- la rete la instrada verso la cella del destinatario
- la cella finale trasmette il segnale al telefono che riceve
Questo significa che due telefoni non comunicano direttamente tra loro.
Anche se si trovano nella stessa stanza, la comunicazione deve passare attraverso la rete.
Se la cella:
- è guasta
- è senza corrente
- è isolata
- oppure è saturata
la comunicazione non parte.
Un altro problema spesso ignorato è il consumo energetico. Quando il telefono non trova rete continua a cercare segnale aumentando la potenza di trasmissione, consumando rapidamente la batteria.
Perché le radio funzionano anche senza infrastrutture
Le radio funzionano con un principio completamente diverso.
Due apparati radio possono comunicare direttamente tra loro, senza passare da server, celle o centrali.
Basta che siano in portata.
Questo significa che una radio può funzionare:
- nel deserto
- sull’oceano
- in montagna
- in Antartide
- in un’area colpita da un disastro
Comunicazione diretta e ponti radio
Molte radio utilizzano ponti radio (ripetitori).
Il ponte riceve il segnale e lo ritrasmette, aumentando la portata della comunicazione.
Ma esiste una differenza fondamentale rispetto al telefono:
se il ponte radio cade, le radio possono comunque comunicare in diretta.
Si perde copertura, ma gli apparati che riescono a sentirsi continuano a funzionare.
Il caso particolare del DMR
Nel mondo radio esistono sistemi digitali come DMR che introducono un instradamento più strutturato.
Ogni radio può avere un ID numerico e le comunicazioni possono essere indirizzate in modo simile a una chiamata telefonica.
Tuttavia, anche in questo caso resta possibile la comunicazione in modalità diretta, senza infrastrutture.
CB e PMR446: le radio per chi non è radioamatore
Chi non possiede una patente radioamatoriale può utilizzare principalmente due sistemi:
CB
La CB può sfruttare la propagazione ionosferica.
Una parte del segnale sale verso la ionosfera e viene riflessa verso terra, permettendo collegamenti a lunga distanza.
Il problema è che la propagazione non è costante: cambia di giorno in giorno e non è prevedibile con precisione.
Inoltre richiede antenne lunghe, quindi è più adatta a installazioni fisse.
PMR446
Le radio PMR446 lavorano sulle UHF e hanno antenne molto più corte.
Sono quindi ideali per l’uso portatile.
Funzionano principalmente in portata ottica, quindi le antenne devono più o meno “vedersi”. In città si possono coprire circa 1–1,5 km, a volte qualcosa in più se il terreno è favorevole.
Confronto CB vs PMR446
| Caratteristica | CB | PMR446 |
|---|---|---|
| Frequenza | 27 MHz | 446 MHz |
| Antenna | Lunga | Compatta |
| Uso | Stazione fissa o veicolo | Portatile |
| Portata | Variabile | Limitata |
Il ruolo dei radioamatori
I radioamatori hanno accesso a strumenti più avanzati:
- radio VHF e UHF
- sistemi digitali come DMR
- comunicazioni HF a lunga distanza
- modalità digitali a bassissima potenza come FT8
Le comunicazioni HF sono fondamentali nelle emergenze perché permettono di collegare zone molto distanti anche senza infrastrutture locali.
Per questo in Italia esiste una rete HF di prefettura utilizzata proprio nei casi estremi per mantenere collegamenti a livello nazionale.
Le stazioni radioamatoriali fisse possono trasmettere con potenze molto superiori rispetto ai piccoli portatili, arrivando anche a centinaia di watt, ma questo richiede alimentazione adeguata.
FT8 merita una citazione specifica perché è uno dei sistemi digitali che mostrano bene il potenziale del radiantismo moderno: con pochissimi watt può arrivare molto lontano, sfruttando bene il segnale disponibile. Non è però uno strumento adatto al coordinamento operativo sul campo, perché non trasmette voce e richiede tempi di scambio più lenti.
Soccorso organizzato: COM, COC e ponti mobili
Quando arrivano i soccorsi organizzati la situazione cambia.
Il coordinamento avviene tramite strutture come:
- COC – Centro Operativo Comunale
- COM – Centro Operativo Misto
Qui si riuniscono i responsabili delle diverse strutture operative: protezione civile, vigili del fuoco, sanità, forze dell’ordine.
Sul campo vengono spesso utilizzati ponti radio mobili, ripetitori trasportabili che ristabiliscono rapidamente una copertura radio nelle aree colpite.
Le squadre TLC possono inoltre utilizzare:
- reti DMR e Tetra
- collegamenti HF
- sistemi satellitari
Quando la rete civile aiuta i soccorsi
Chi si trova sul posto è spesso un soccorritore non organizzato.
Se esiste una rete civile fatta di:
- radio PMR
- CB
- radioamatori
- sistemi mesh
questa può raccogliere informazioni dal territorio e trasmetterle verso i centri operativi.
Allo stesso tempo i soccorsi possono inviare aggiornamenti e istruzioni alla popolazione.
Questo collegamento tra rete civile e rete dei soccorsi è fondamentale per evitare interventi inutili.
Un caso reale: l’alluvione in Ossola e VCO
Un esempio concreto arriva da un’alluvione che ha colpito l’area di Ossola e VCO.
Durante la notte alcune centrali di smistamento telefonico si sono allagate e sono andate in corto circuito. Le centrali vicine hanno provato a subentrare per ridondanza, ma il traffico è aumentato troppo e il problema si è propagato a catena.
Per diverse ore gran parte del territorio è rimasto senza telefonia.
In un paese di montagna una frana aveva distrutto parte dell’abitato e bloccato la strada principale.
L’unico modo per raggiungerlo sarebbe stato l’elicottero, ma era notte e non era possibile volare.
Solo il giorno dopo si è scoperto che non c’erano emergenze sanitarie. Se fosse stato possibile comunicare subito con il paese isolato, molte squadre di soccorso avrebbero potuto essere inviate altrove.
Prepararsi: BOB e 72 ore bag
Molti governi e organizzazioni consigliano di preparare una 72 ore bag, detta anche BOB (Bug Out Bag).
Si tratta di uno zaino con il necessario per sopravvivere circa 72 ore, il tempo stimato per l’arrivo dei soccorsi esterni.
Può contenere:
- acqua
- cibo
- torcia
- batterie
- radio
- power bank
- kit di primo soccorso
È una misura utile, ma non è una garanzia: chi si trova nel punto esatto dell’evento potrebbe non riuscire nemmeno a raggiungere il proprio equipaggiamento.
Meshtastic, Meshcore e le reti mesh
Negli ultimi tempi si stanno diffondendo tecnologie interessante: Meshtastic e Meshcore, basati su radio LoRa.
Ogni dispositivo è un nodo che:
- riceve messaggi
- li ritrasmette
- li inoltra ad altri nodi
- mostra i messaggi all’utente
In pratica ogni nodo funziona contemporaneamente come terminale, ripetitore e router.
Gestione dei messaggi e anti-loop
Per evitare che i messaggi continuino a circolare all’infinito, i sistemi mesh utilizzano identificativi che permettono ai nodi di capire se un messaggio:
- è nuovo
- è già stato ricevuto
- è duplicato
In questo modo si evitano loop e congestioni.
Come tutte le reti condivise, anche una rete mesh può saturarsi se il numero di messaggi cresce troppo. Se molti nodi trasmettono contemporaneamente, il traffico aumenta rapidamente e i tempi di consegna si allungano. Per questo l’uso efficiente della rete richiede disciplina: messaggi brevi, pochi inoltri inutili e una densità di nodi adeguata.
Gateway mesh verso internet e satellite
Le reti mesh possono essere collegate a gateway che offrono accesso a:
- Wi-Fi
- internet
- collegamenti satellitari
Questo permette alla rete mesh locale di comunicare con l’esterno anche quando la rete tradizionale è danneggiata.
In Italia esiste anche una comunità chiamata Meshtastic Italia che coordina la diffusione dei nodi e dei gateway.
Satelliti e costellazioni LEO
Dal punto di vista della resilienza, i satelliti rappresentano una delle soluzioni più affidabili.
Le infrastrutture terrestri possono essere distrutte da un disastro naturale, mentre i satelliti restano operativi.
Le moderne costellazioni LEO, come Starlink, permettono connessioni dati praticamente ovunque.
Il limite principale resta il costo dell’hardware e dell’abbonamento.
Integrare radio, mesh e satellite
La soluzione più robusta non è scegliere una sola tecnologia.
Una rete resiliente può combinare:
- radio per comunicazioni vocali immediate
- mesh per messaggi e posizione
- satellite per collegamenti verso l’esterno
Questa integrazione permette di mantenere comunicazioni anche quando una parte dell’infrastruttura fallisce.
Scenari estremi
Esistono scenari in cui anche queste tecnologie possono essere compromesse.
Tempeste solari e gabbia di Faraday
Tempeste solari molto intense possono danneggiare l’elettronica.
Una possibile protezione è conservare gli apparati in una gabbia di Faraday, che può schermare gli impulsi elettromagnetici.
EMP e jammer
In scenari militari si possono utilizzare:
- EMP (impulsi elettromagnetici)
- jammer (disturbatori di frequenza)
per bloccare le comunicazioni radio.
La domanda radio o meshtastic comunicare in emergenza non ha una risposta unica.
Il telefono cellulare è potente ma dipende dalle infrastrutture.
Le radio funzionano anche senza rete.
Le reti mesh come Meshtastic introducono una nuova forma di comunicazione decentralizzata.
E i satelliti rappresentano il livello più resiliente di tutti.
La vera resilienza nasce dalla combinazione di tecnologie diverse e dalla collaborazione tra cittadini, radioamatori e soccorritori organizzati.

Sezione Mesh
Sezione PMR446 – DMR – dPMR
Sezione CB
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