MeshMountain – Cosa è? Intervista per installazione nodo su Sasso del Ferro, Lago Maggiore.

In occasione dell’installazione del nodo MM02 su Sasso del Ferro, Lago Maggiore, attorno ai 1000 metri di altitudine sulla sponda lombarda, abbiamo intervistato Adriano IU2VUC, ideatore del progetto MeshMountain.

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Cos’è MeshMountain

MeshMountain è un utilizzo specifico della rete Meshtastic pensato per la montagna. L’idea è creare un canale dedicato e una serie di nodi installati in punti strategici, capaci di coprire i versanti montani e permettere agli utilizzatori di comunicare anche dove la rete cellulare non arriva.

L’obiettivo è semplice: mettere a disposizione di chi frequenta la montagna un sistema di comunicazione off grid basato su LoRa e Meshtastic.


Avevamo già introdotto MeshMountain qualche settimana addietro, oggi, in occasione dell’installazione del nodo MM02 su Sasso del Ferro, Lago Maggiore, attorno ai 1000 metri di altitudine sulla sponda lombarda, abbiamo intervistato Adriano IU2VUC, ideatore del progetto MeshMountain.

Meshtastic e LoRa a 868 MHz

Alla base c’è Meshtastic, una tecnologia che utilizza LoRa sulla banda 868 MHz. Si tratta di una banda di libero uso: non serve essere radioamatori e non serve una licenza specifica per utilizzare questi apparati.

Questo è uno dei punti importanti. MeshMountain non si rivolge solo agli appassionati di radio o a chi ha già esperienza con apparati e configurazioni, ma anche a escursionisti, camminatori, persone che vanno a funghi o gruppi che vogliono restare in contatto in zone dove il telefono non prende.

Apparati pronti all’uso e autocostruzione

Fino a qualche anno fa, per utilizzare tecnologie di questo tipo era necessario avere una certa esperienza: schede, configurazioni, autocostruzione e un po’ di voglia di smanettare.

Oggi non è più per forza così. Esistono apparati già pronti, acquistabili con poche decine di euro, che si collegano all’app sul cellulare e permettono di iniziare a usare Meshtastic in poco tempo.

Chi invece vuole autocostruire il proprio nodo può ancora farlo. Nell’intervista viene sottolineato proprio questo: con un apparato da 30 o 40 euro si può essere online, oppure, se si è appassionati di elettronica e radio, si può costruire il proprio dispositivo.

Come funziona la rete MeshMountain

Il funzionamento è quello di una rete mesh. Ogni nodo può ricevere un messaggio e ritrasmetterlo ad altri nodi. Un messaggio può quindi passare da un apparato all’altro fino ad arrivare al destinatario, in questo caso coloro in zona che utilizzano il canale Mountain su Meshtastic.

Questo significa che ogni persona che utilizza un nodo Meshtastic diventa anche parte della rete. Non è solo un utente, ma anche un possibile ripetitore per gli altri.

I nodi router in montagna

Oltre agli apparati portati dagli utilizzatori, MeshMountain prevede l’installazione di nodi router in punti strategici.

Questi nodi hanno una funzione precisa: ricevere i messaggi provenienti dai client e ritrasmetterli verso altri nodi. Alcuni sono pensati per funzionare in modo autonomo, anche con alimentazione solare, e vengono posizionati dove possono coprire più versanti possibile.

Il nodo installato su Sasso del Ferro rientra in questa logica. È il secondo nodo del progetto, ma il primo installato in un punto montano così alto e pensato per agganciarsi agli altri nodi già studiati.

Il nodo MM02 su Sasso del Ferro

Il nodo MM02 installato su Sasso del Ferro rappresenta un passaggio importante per MeshMountain. I test precedenti erano stati fatti su tralicci, in città, su piccole colline o su proprietà private, utili per verificare il comportamento della rete.

Sasso del Ferro, invece, è un punto montano vero e proprio, scelto per iniziare a costruire una copertura dedicata alla montagna.

Ci sono dei prossimi punti previsti, tra cui Campo dei Fiori e, successivamente, altre zone verso ovest, come l’area di Castel San Lorenzo, Gattinara o zone vicine. L’obiettivo è procedere gradualmente, installando nodi dove possono essere più utili.

Coprire la montagna, non solo la valle

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda la differenza tra copertura cellulare e copertura pensata per la montagna.

Spesso i ripetitori telefonici, anche quando sono fisicamente in quota, sono orientati verso il basso, verso paesi, città e aree abitate. Può quindi capitare di essere in montagna, magari anche vicino ad un impianto, ma senza segnale sul telefono.

MeshMountain ragiona in modo diverso: l’obiettivo è coprire la montagna con la montagna. I nodi vengono posizionati per coprire le fiancate, i versanti e le zone percorse da chi sale, cammina o si trova in quota.

Una rete pensata per i versanti

L’idea non è puntare tutto verso la città o il fondo valle, ma creare copertura lungo i percorsi montani.

Un nodo come quello di Sasso del Ferro può coprire una parte della montagna, mentre un futuro nodo a Campo dei Fiori potrà coprirne un’altra. In questo modo, chi sale verso la vetta o si sposta lungo i sentieri può trovare copertura in più punti.

L’obiettivo dichiarato è non lasciare buchi, per quanto possibile, costruendo una rete con nodi collocati in posizioni studiate.

Comunicazione off grid, non falsa sicurezza

Adriano chiarisce un punto fondamentale: MeshMountain non deve essere considerato un sistema di emergenza su cui fare affidamento assoluto.

In montagna non bisogna partire pensando: “Ho l’apparatino, quindi sono al sicuro”. Questo vale per Meshtastic e vale anche per altri sistemi più conosciuti. Nessuna tecnologia garantisce copertura totale in ogni situazione.

MeshMountain è prima di tutto un sistema di comunicazione. Può essere utile anche in caso di emergenza, ma non sostituisce prudenza, preparazione e strumenti ufficiali di soccorso.

Messaggi e posizione

Con Meshtastic si possono inviare messaggi e coordinate. Non è un sistema pensato per comunicazioni vocali come una radio tradizionale o un telefono. Nell’intervista si accenna anche alla possibilità di piccoli messaggi vocali, ma con qualità molto bassa e dati ridotti.

Il punto forte resta un altro: testo e posizione. E in molte situazioni bastano.

Si può scrivere comunicare che c’è un problema, indicare una caduta, segnalare un sentiero interrotto o avvisare che sta arrivando un temporale. Oppure, più semplicemente, si può sapere dove si trovano gli altri membri del gruppo.

Una rete senza appoggio alla rete cellulare

MeshMountain è pensata per funzionare senza rete cellulare. Questo è uno degli aspetti centrali del progetto.

Meshtastic può anche essere collegato a Internet tramite MQTT. In quel caso, se un pacchetto arriva a un router connesso alla rete, può essere inoltrato via Internet e poi ritrasmesso altrove.

Per MeshMountain, però, l’obiettivo è costruire una rete che sia il più possibile indipendente. L’accesso a Internet può essere un vantaggio, soprattutto all’inizio, ma la direzione del progetto è quella di una infrastruttura off grid, capace di comunicare senza appoggiarsi alla rete attuale.

Un progetto gratuito e autofinanziato

MeshMountain, è un progetto autofinanziato. Adriano e le altre persone coinvolte stanno mettendo a disposizione risorse, tempo e competenze per creare qualcosa di utile a tutti.

Non è un progetto nato con uno scopo commerciale. Lo spirito è quello di chi ama la montagna e vuole mettere a disposizione uno strumento che può servire alla comunità.

Partecipare anche solo usando un nodo

Non è necessario installare un router in quota per contribuire. Anche chi porta con sé un apparato Meshtastic con accesso al canale Mountain durante un’escursione partecipa alla rete.

Il nodo personale serve prima di tutto a chi lo usa, ma allo stesso tempo può ritrasmettere messaggi di altri. È questo il principio della mesh: ogni nodo in più può essere utile.

Come aderire a MeshMountain

Per chi vuole avvicinarsi a MeshMountain, il riferimento principale è il sito ufficiale:

Sul sito sono spiegati il funzionamento della tecnologia, i primi passi per iniziare, gli apparati consigliati e le impostazioni di base.

L’altro riferimento è il canale Telegram ufficiale:

MeshMountain

Sul canale Telegram è possibile chiedere consigli su cosa acquistare, come configurare un nodo, come usarlo e come partecipare alla rete. È il punto di incontro per chi vuole iniziare ma non solo.

Perché MeshMountain è interessante

MeshMountain porta Meshtastic in un contesto dove la comunicazione può fare davvero la differenza: la montagna.

Non promette sicurezza assoluta, non sostituisce altri strumenti e non va scambiato per un sistema di soccorso. È una rete di comunicazione off grid, basata su LoRa, costruita dal basso e pensata per chi frequenta sentieri, vette e versanti dove spesso il cellulare non prende.

Il nodo MM02 su Sasso del Ferro è un passo concreto in questa direzione. Altri nodi arriveranno, e la rete crescerà soprattutto se più persone inizieranno a conoscerla, usarla e contribuire.

MeshMountain vive esattamente di questo: nodi, montagna e persone che decidono di mettere la propria piccola parte a disposizione degli altri.


Sezione Mesh


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