Cosa è il Tuscany Trail?
E’ il secondo anno di fila che partecipo al Tuscany Trail, il più grande evento bikepacking al mondo con oltre 6000 iscritti su un tragitto ad anello che copre la Maremma, la Val d’Orcia, le crete Senesi, il volterrano e tantissimi tra quei posti così belli da attirare visitatori da tutto il resto del mondo.
Poco meno di 500 Km con circa 5000 metri di dislivello da fare senza competizione, ognuno al suo ritmo. Ci sono quelli super-sportivi che lo fanno in 2 giorni, pedalando anche di notte tra cervi e cinghiali, poi ci sono quelli come me che se la prendono più comoda e amano fermarsi a contemplare paesaggi e colori indimenticabili o assaggiare prelibatezze eno-gastronomiche che questa zona del ‘bel paese’ offre generosamente (offre si fa per dire).

Per la cronaca non sono un grande sportivo e non sono più neanche giovane, piuttosto voglio sfidare i miei limiti ed uscire dalla zona di comfort. Sono partito da solo ma, come sempre avviene, sul tragitto ho avuto modo di conoscere tante persone che poi perdi tra una pedalata e l’altra per poi magari ritrovarli e riperderli. Ci si aiuta, se in difficoltà, si sorride e si da il meglio di sé stessi, un po’ come alla radio. Una piccola vita all’interno di quella più grande.
Il destino di questi viaggi dove ti metti alla prova, impari a conoscerti e lasci che il tuo corpo e la mente si ritrovino nella fatica sana, nella soddisfazione di completare qualcosa che credevi di non essere capace di fare.
Passi sotto un campanile di un borgo e poi, dopo qualche impegnativa salita e discesa, scorgi il campanile del paese successivo che si avvicina. Gli passi sotto e procedi per quello successivo. Così via sino al traguardo, emozionante e catartico.
Il supporto RADIO in viaggio
Durante un viaggio così lungo in bicicletta può succedere un po’ di tutto e non sempre c’è qualcuno nelle immediate vicinanze. Soprattutto ‘il tutto’ potrebbe succedere anche dove non c’è copertura telefonica. Ho quindi ritenuto necessario portare con me una radio PMR 446 (come già fatto l’anno precedente) ma anche una radio POC.
Insomma un’avventura in pieno stile ‘Ciclisti in Radio‘, la partnership tra Due Ruote Un Cuore, la trasmissione di Stefano Pastori in onda su Bike Channel e Progetto PMR 🙂
Cos’è una radio POC?
E’ un ‘walkie talkie’ con una SIM telefonica all’interno che usa i dati della linea internet per comunicare. POC è l’acronimo di Push to talk Over Cellular. Questo elimina le distanze e le problematiche tipiche di una comunicazione radio tradizionale. Certo si perde anche il romanticismo ma quello che conta, in questi casi, è unicamente il fine: la sicurezza e la facilità di uso in una situazione particolare. Queste radio possono parlare tra di loro ma possono essere seguite e comunicare anche con una centrale operativa POC.
I vantaggi nell’essere di supporto ad una eventuale gestione di situazioni di emergenza credo sia lampante per tutti.
Sono già in possesso di alcune radio POC per motivi legati alla mia precedente professione. Gli amici di HB9DD (hb9dd.ch) tramite Angelo Demelas (MHZ10, IU1LWV) e Luca Miozzari mi hanno messo a disposizione una licenza e la loro gentile collaborazione nel seguire il mio tragitto sulla centrale operativa POC targata Inrico.
Centrale Operativa POC
Tutte le mattine, ripartendo, contattavo Angelo, al comando della Centrale Operativa POC (o Matteo e Jeff, dotati di una licenza per poter usare sullo stesso canale le loro radio POC). Ci risentivamo all’ora di pranzo circa e poi a fine tappa nel tardo pomeriggio. Rispetto ad altri costosi gingilli satellitari, che spesso hanno anche un costo di abbonamento salato, con una centrale operativa POC ed una radio di riferimento si riesce anche ad avere una comunicazione verbale.
Ricapitolando: Angelo, visualizzava su uno schermo PC la centrale operativa POC che gli permetteva di vedere la mia posizione. Se non fosse riuscito a contattarmi dopo avermi visto fermo per un po’ di tempo si sarebbe allertato e avrebbe potuto ricostruire il mio tragitto sino a quel momento avvisando eventualmente le forze indicate ai soccorsi in zona.
Alcune di queste operazioni si potevano anche automatizzare. Ad esempio inserendo dei ‘geofence’, chi era al comando della Centrale Operativa POC, avrebbe potuto avere degli allarmi sonori o di testo che segnalavano il mio passaggio da uno o più punti. Ma le funzionalità della centrale operativa sono tantissime, semplici e complesse, un vero strumento completo che permette di controllare ed assistere. Ottimo anche per tante professioni.
Per fortuna non è successo niente (nell’imprudenza riesco ad essere un tipo abbastanza prudente, oltre che un nerd amante di bici e radio) ma avere questo genere di supporto mi ha fatto partire più sereno. Inoltre schiacciare PTT e fare quattro chiacchiere era un momento piacevole che mi permetteva di condividere, in qualche modo, la bellezza che avevo intorno.
Il tracciamento del mio percorso è avvenuto senza problemi, questo vuol dire che la Toscana rurale è comunque ben coperta a livello di telefonia mobile. Laddove non passava la fonia, senza 3, 4 o 5G ma solo mediante un antico GPRS riuscivano a passare verso la Centrale Operativa POC almeno i dati GPS. Fantastico!
Il PMR 446 e l’Award Tuscany Trail di Progetto PMR

In collaborazione con Matteo TOS001 (Camperista Tech), il gruppo Toscana di Progetto PMR e mapforham.com abbiamo anche creato per l’occasione un diploma: Il ‘Tuscany Trail 2025 Award’.
Come detto avevo con me una PNI R45, una radio ricetrasmittente omologata (non necessita di patenti o licenze) ibrida che permette di poter ricevere e trasmettere sia sulle frequenze libere PMR446 e sulle stesse ma in digitale (DMR).
Chi fosse riuscito a contattarmi avrebbe potuto scaricare il diploma in questione.
Le zone della Toscana visitate erano probabilmente le meno coperte dagli iscritti di Progetto PMR, infatti ho avuto solo qualche contatto prima di arrivare al punto di partenza, specialmente nella zona di Massa Carrara.
Durante il Tuscany Trail 2025 ho avuto comunque modo di ascoltare e scambiare due parole con altri interlocutori: bagnini, operai, agricoltori, operatori turistici, ristoratori ed i loro impiegati. Insomma se avessi avuto bisogno (in zone senza copertura telefonica) avrei potuto lanciare una voce d’emergenza e qualcuno di questi ascoltatori casuali avrebbero aiutato.
Di conseguenza il portare una radio PMR con me ha avuto sicuramente un senso. Lo consiglio a tutti e spero di incontrare sempre più ciclisti ed escursionisti con una radio PMR al seguito.
Ovviamente, ça va sans dire, consiglio anche a tutti coloro che guidano una bicicletta di usare le radio in situazioni di piena sicurezza. Meglio sempre fermarsi lungo la strada o al massimo effettuare una chiamata (o rispondere) solo su strade dove si è soli o non ci sono veicoli a motore. Inoltre si possono usare anche degli auricolari e la funzione VOX della radio in modo da non dover neppure premere il pulsante PTT (Push To Talk).
Altrettanto mi sento di consigliare le radio POC in combinazione con una centrale operativa POC a supporto. Questa soluzione di Inrico è stata perfetta. Il costo delle licenze è abbordabilissimo e si possono abbinare anche alla app Inrico da installare sul proprio telefonino se non si possedesse (o non si volesse acquistare) una radio POC.
Per qualsiasi informazione al riguardo potete scrivere a info@mhz.life
ecco qualche video del viaggio in questione:
Un saluto a tutti, cari amici!

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